Bambini che durante l’infanzia hanno sperimentato traumi singoli o ripetuti a livello relazionale o ambientale, possono avere traiettorie di sviluppo carenti o danneggiate

Il trauma nei bambini può essere la conseguenza di un evento o una serie di eventi relazionali o ambientali altamente stressanti che provocano paura, dolore o sensazione di impotenza ed insicurezza che determinano una rottura o un blocco nella messa in atto delle capacità di coping acquisite ed utilizzate fino a quel momento.
I bambini che fin da piccoli hanno vissuto delle esperienze stressanti e traumatiche tendono ad attuare i traumi attraverso il comportamento presentando alcune risposte tipiche come ad esempio l’acting out o l’evitamento.

Per un adulto può risultare difficile stabilire se un’esperienza sia traumatica o meno per un bambino in quanto la percezione che questi ha degli eventi e della realtà stessa è molto diversa da quella dell’adulto e le sue capacità di esprimere, riconoscere ed elaborare emozioni positive e negative e disagi può non essere ancora del tutto sviluppata.
Ecco perché le esperienze negative e traumatiche vissute in età infantile sono diffuse ma talvolta sottovalutate e dunque fonte di un importante disagio inaspettato.

Spesso, situazioni o eventi apparentemente “neutri”, possono diventare traumatici a causa della naturale impressionabilità dei bambini e la loro tendenza ad usare la fantasia affiancandola alla realtà e dandosi spiegazioni irrazionali degli eventi che non coincidono con le spiegazioni reali, veritiere e razionali che si darebbe una persona adulta anche a causa del minor livello di esperienza che non gli consente di avere una visione equilibrata della vita, di sé e degli altri.

Nella nostra cultura abbiamo la tendenza a proteggere i bambini dal dolore e dalla sofferenza sottovalutando che tutto ciò che non viene spiegato o viene negato o nascosto ad un bambino, può essere fonte di conseguenze inaspettate. Indipendentemente dal fatto di essere stati o meno coinvolti direttamente nell’evento, i bambini si rendono conto e sentono quando succede qualcosa di grave. Se si tace o si è vaghi si lascia il bambino da solo con i suoi pensieri, con domande senza risposte, con la sua immaginazione e con tutta l’incertezza che questo crea. E’ sempre importante dare ai bambini messaggi chiari, trasmettere al bambino le informazioni in modo aperto e sincero, soprattutto riguardo quello che è successo, quello che sta succedendo e quello che succederà, ascoltare eventuali dubbi e domande dando riposate chiare e sincere e accogliere le emozioni dandogli un nome, un senso ed una certa valenza. I bambini reagiscono in modi diversi: possono piangere, protestare, negare la realtà, sembrare apatici o comportarsi come se nulla fosse accaduto; in quasi casi è importante dar loro la possibilità di poter riprendere l’argomento quando saranno pronti. Se non ci sono risposte alle sue domande bisogna dirlo al bambino, i bambini questo lo capiscono.

I bambini sono molto propensi a provare sensazioni di ansia ed emozioni come rabbia, senso di colpa e di impotenza, tristezza, paura, solitudine, senso di abbandono e provano dolore nello stesso modo degli adulti quando vengono esposti a eventi gravi come la morte, la malattia o una violenza nei loro confronti o nei confronti di un parente/amico. La capacità dei bambini di provare questo tipo di dolore è in genere sottovalutata, probabilmente questo è dovuto al fatto che si esprimono con modalità diverse da quelle degli adulti.

Le risposte a cui i bambini che hanno vissuto eventi traumatici possono andare incontro sono molte; esse possono variare da una breve reazione da stress che si risolve in modo spontaneo a veri e propri sintomi che ne compromettono la quotidianità e talvolta la crescita psichica. Le reazioni sono diverse, a seconda della loro età evolutiva, dell’importanza emotiva dell’evento e del modo in cui è stato fronteggiato. I bambini in genere hanno difficoltà a verbalizzare le loro emozioni le quali vengono espresse attraverso irrequietezza, agitazione, scoppi di rabbia, paura del buio, disturbi del sonno, incubi, enuresi, stipsi, paura dell’abbandono, evitamento della separazione dall’adulto o anche sintomi fisici come mal di testa, mal di stomaco, vertigini …. Talvolta capita che i bambini scoppino a piangere o diventino molto tristi o arrabbiati apparentemente senza motivo, questo può essere un segno che stanno lottando contro un malessere o un dolore e che hanno bisogno del nostro aiuto.

È importante ricorrere  al supporto di uno psicologo nei casi in cui il bambino mostra difficoltà e variazioni comportamentali. L’intervento di un professionista aiuta non solo per risolvere il problema emotivo post-traumatico ma può prevenire anche difficoltà future persistenti.

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