Gli attacchi di panico sono episodi di ansia intensa in cui mente e corpo sono sconvolte dall’arrivo improvviso di paure profonde accompagnate da importanti sintomi somatici e cognitivi quali: palpitazioni o tachicardia, sudorazione improvvisa, difficoltà respiratorie (dispnea) con sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire/impazzire/perdere il controllo, brividi, tremori fino a grandi scosse, vampate di calore, sensazione di intorpidimento o formicolio, derealizzazione (percezione del mondo esterno come strano e surreale) e depersonalizzazione (sensazione di allontanamento dal proprio corpo e dai propri pensieri). Tutti questi effetti psicofisici lasciano il soggetto stanco, confuso e scoraggiato.

La paura di un nuovo attacco di panico diventa subito forte e dominante e, talvolta, si entra in un circolo vizioso che porta anche ad agorafobia, ansia relativa alla paura di trovarsi in situazioni o luoghi dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o non potrebbe essere disponibile un aiuto in caso di improvviso attacco di panico. Diventa allora difficile uscire di casa da soli, fare dei viaggi, stare tra la folla … col rischio di sovraccaricare le persone che ci stanno vicino in quanto è sempre richiesta la loro presenza. Evitare tutte le situazioni vissute come potenzialmente ansiogene, rende la persona “schiava” dei suoi attacchi di panico.

L’attacco di panico, può essere  la massima espressione di un disturbo d’ansia. E’ fondamentale rivolgersi ad un professionista per poter rielaborare il vissuto ed il trauma (o i traumi) che causano gli attacchi di panico, prima che si cristallizzi e diventi parte della quotidianità diventando più frequente ed intenso.

Durante il percorso psicologico si vanno a cercare le cause, i processi (azioni, pensieri, comportamenti) che mantengono la presenza dei sintomi e che li possono aggravare andando poi a rompere questo loop disfunzionale grazie alla messa in atto di comportamenti che siano più adottivi come risposta alle situazioni ansiogene.

Fondamentale è imparare a riconoscere le sensazioni fisiche che precedono gli attacchi e che li caratterizzano in modo tale da saperle gestire anche attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche quali: rilassamento respiratorio, Training Autogeno e pensiero positivo.

Va ricordato che il sintomo ha la funzione di proteggere la persona da fattori stressati che la sovraccaricano.

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