L’adolescenza è un periodo di cambiamento ed evoluzione, un momento critico che porta con sé importanti cambiamenti fisici, cognitivi, emotivi e relazionali. I ragazzi sentono la responsabilità di dover diventare adulti e la malinconia per il ruolo di bambini. Ci sono dubbi su sé stessi, sulla propria identità, insoddisfazione e paura per il proprio corpo che cambia, tensioni con genitori e coetanei…. è un momento di transizione che può portare con sé un peso eccessivo che provoca forte e protratta sofferenza che invade e compromette la serenità del ragazzo e della famiglia, nonché la sua crescita in armonia.
Alle forti emozioni causate dai vari eventi, alcuni ragazzi si chiudono in sé, altri si comportano da bulli, altri sono aggressivi o eccessivamente remissivi, altri ancora sono ribelli o sviluppano dei veri e propri disturbi che possono intaccare il normale sviluppo.
Alcune avvisaglie di un disagio psicologico dell’adolescente, possono essere stati di isolamento e disagio nelle relazioni con coetanei e/o adulti, tensioni coi genitori, rabbia ed aggressività eccessive, problemi scolastici, paure ed angosce, pensieri o gesti autodistruttivi e/o autolesionistici, dubbi e disagi rispetto alla propria identità, al proprio corpo e al futuro, malesseri fisici senza causa organica…. In questo delicato momento, per un adolescente, ricevere aiuto da uno psicologo può essere un passo molto faticoso a livello emotivo a causa della ricerca di autonomia e riconoscimento da parte degli altri ed il tentativo di differenziarsi e distanziarsi dai propri genitori e dagli adulti in generale, tipici dell’età. Ecco perché ci troviamo di fronte all’ambivalenza tra profondo desiderio e bisogno di aiuto e resistenze alle offerte di tale aiuto.
Se la famiglia riesce a supportare il figlio in questo delicato passaggio, si potranno evitare importanti conseguenze causate dalla cronicizzazione di comportamenti malsani o lo stabilizzarsi di disturbi di personalità o patologie psichiche.
Nella maggior parte dei casi, è il genitore a chiedere aiuto per l’adolescente il quale, spesso, è restio all’incontro con lo psicologo.
Con gli adolescenti, non è facile seguire una linea guida, ecco perché il percorso varia sin dal principio da caso a caso. Si può decidere di vedere prima chi richiede l’intervento dello psicologo e poi il ragazzo, si può vedere prima il ragazzo e poi le persone a lui vicine. Nei casi in cui il ragazzo non voglia presentarsi ai colloqui, si imposta un lavoro coi genitori che possa portare cambiamenti di riflesso sul figlio e magari invogliarlo a partecipare al percorso. Il percorso da seguire verrà concordato sia col ragazzo (laddove presente) che con la sua famiglia.

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